OUTSIDE


CLINIC “DO IT”
Aprile 11, 2008, 9:24 pm
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Premetto che i Clinic sono per me una delle realtà più interessanti del rock made in the UK. Il loro suono è retro ma perfettamente attuale, le loro composizioni sono sempre in bilico fra ostinate ripetizioni e digressioni melodiche, senza mai sbilanciarsi troppo ne’ verso la forma canzone ne’ verso l’ossessività’ della struttura blues. Per chi non li conosce, i Clinic sono etichettati come band indie-rock che, per essere più precisi, fa principalmente musica garage-psichedelica con qualche intervento sperimentale e digressione eclettica. Vengono da Liverpool, ma hanno molto più in comune con il rock americano fine ’60 (13th floor elevator o Electric Prunes) che con i Beatles. Hanno 5 album all’attivo, l’ultimo dei quali è il neo-uscito Do it, che come titolo preannuncia, è un album immediato, proprio come i migliori episodi della prima raccolta garage Nuggets, a cui Do It immancabilmente rimanda. I brani sono brevi, minimali, organizzati in modo da trasmettere una sensazione di equilibrio in chi ascolta. Lo scheletro blues e i toni psichedelici danno spessore e coerenza all’intera composizione. Pezzi tirati, con insistenti riff di chitarra come ‘Shopping Bag’, ‘The Witch’ e ‘Whinged Well’ spingono verso profondità scure. D’altra parte, episodi più rilassati e orecchiabili, come ‘Emotions’, ‘Free not Free’e ‘Mary and Eddie’ fanno riaffiorare l’album in superficie. Il brano di apertura ‘Memories’ anticipa questa doppia natura nell’organizzazione dell’album, nella sua duplice veste di mantra melodico. Do it gode di una sintassi perfettamente bilanciata, più dei dischi precedenti, in equilibrio fra ossessività e spensieratezza. In sintesi l’album è piacevole ed ‘e’ una celebrazione di pura gioia e della capacità di ridere dei tuoi problemi’ come ci viene ricordato nel walzer un po’ allucinato in ‘Coda’.



PROTOSHOP
Aprile 11, 2008, 6:13 pm
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Adobe Photoshop è un programma per manipolare le immagini digitali. Il software è stato inventato nel 1988 da due programmatori appassionati di fotografia. La sua versione iniziale, ImagePro, esce come shareware, poi trova una distribuzione commerciale attraverso una ditta di scanner, BarneyScan, che ne vende poco piu’ di 200 copie. Un paio di anni dopo è Adobe a vendere il programma e le copie vendute fino al 2007 sono 3 milioni. Se si considera che il 60% delle copie in circolazione sono pirata, oggi circa 8 milioni di computers hanno Photoshop e chissà quante persone lo usano. Tutto ciò per dire che io ho appena iniziato ad usarlo. Meglio tardi che mai, no?

Questo è il mio primo flirt con il programma. C’è qualcosa di mio in questa faccia, ma non posso rivelare.

Secondo tentativo:

…e terzo:

radici di acero