OUTSIDE


ELEZIONI, CHE DELUSIONI
aprile 16, 2008, 9:41 pm
Filed under: news

E cosi’ mi sono presa una pausa di riorganizzazione mentale post-elezioni. Come titolava il NYTimes il giorno dopo: ‘Per l’Italia ricomincia un’altra epoca di politica personale’, già, ancora 5 anni di politica ‘prima mi paro il sederino poi sparo una marea di leggi per soddisfare pruriti vari, far avanzare le mie aziende e togliere dai piedi chi non si inchina al mio cospetto’. Quelli che l’hanno votato sperano che lui indossi l’armatura da ‘cavaliere’ e con spada tratta risolva i problemi dell’Italia. Realisticamente credo che queste persone debbano augurarsi che i problemi del valoroso cavaliere coincidano con i loro. Una cosa sola mi rende felice: per fortuna a questo giro mi sono persa l’agghiacciante sfida elettorale, in cui di solito il genere umano tocca il fondo. Ho vissuto le elezioni dall’estero e purtroppo non ho potuto far parte di quei 4 italiani su 10 che hanno espresso la loro opinione, perché, come credo altri, sono stata colta alla sprovvista e non ho fatto in tempo a registrarmi in questa circoscrizione.

Comunque, lecchiamoci le ferite e pensiamo ad altro. Pensiamo per esempio alle prossime amministrative a Bologna. Oggi leggo sul sito di Grillini (www.grillini.it): “Io mi candido a Bologna, eccome. Se sono importante per il ballottaggio a Roma figuriamoci nella mia città”. Bologna pro-gay non meraviglierebbe, anche se sempre in Italia siamo e quindi non si sa mai; Bologna socialista suona già più strano, ma speriamo.

Oppure pensiamo alle presidenziali americane e al successo fino ad ora conseguito dal più riformatore dei candidati. Stando ai dati della CNN, Obama ha ottenuto 1632 collegi elettorali contro i 1489 di Hillary. Le primarie continuano (vince chi si assicura 2025 collegi), ma Obama è il protagonista indiscusso di questi ultimi mesi. La copertura che lui e, in parte minore, i suoi oppositori ricevono dai media è talmente a tappeto che per me è difficile capire come la percentuale di votanti sia relativamente bassa negli Stati Uniti. Immaginate 5 canali che per tutto il giorno si occupano di elezioni e lo fanno per tutto l’anno che precede il voto finale. La faccenda elettorale si trasforma in un’immensa soap opera ed entra nella quotidianità di ogni cittadino. Però nel 2004 solo il 60,7% andò al voto e quella percentuale era al di sopra della media americana. Forse gli americani hanno troppi canali televisivi o forse non credono abbastanza nel loro governo o forse i due partiti politici non hanno programmi poi tanto diversi. Forse tutte queste cose. Comunque sembra che per le prossime elezioni stia spuntando un terzo partito, con un simbolo davvero intrigante: uno scoiattolino. Guarda il video Si chiama Apathy Party e ovviamente è un partito fittizio, ma non ho ancora ben capito lo scopo della campagna. Un ennesimo tentativo di spingere i giovani al voto?

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